Progetti

Griots – Storie sotto i baobab

GRIOTS – storie sotto i baobab è il progetto collaborativo

che ho creato e che conduco insieme a Pietro e Francesco Teruggi.

Visita il sito ufficiale http://www.storiesottoibaobab.netsons.org

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Si dice che ogni baobab abbia il suo griot. Il grande albero africano che volle raggiungere Dio e per questo fu scaraventato a terra a testa in giù, ha fronde poco estese, ma radici profondissime e assai vaste. Ha i piedi in cielo e la testa sulla terra. Perciò è ritenuto l’intermediario tra i mondi, tra il sogno e la realtà e può raggiungere ogni punto della terra e del cielo.

Ma la sua voce è soltanto un soffio.

Ci vuole qualcuno che sappia ascoltarla.

Nelle calde notti africane, alla luce della luna, quando l’ippopotamo, giù al fiume, scioglie canti appassionati alla sua femmina e le stelle accendono il cielo, la gente si ritrova intorno al fuoco, ai piedi di un grande baobab. Al suono dei tamburi e della kora, il griot, il cantastorie, ascolta la voce del grande saggio e poi canta, danzando, le storie che ha udito. Racconta di luoghi lontani, di miti e di leggende, di profumi celestiali, di misteri, di paesi favolosi, di come lo sposo e la sposa possano vivere insieme in armonia, di come un capo debba guidare la sua tribù e dirimere le questioni e le liti, di animali fantastici, di dei e di spiriti e di molto altro ancora.

Le braci ardenti tingono la terra di mille ombre, che rendono ancor più vive le parole del griot. La notte avanza, le tenebre avvolgono ogni cosa, finché perfino la luna, che si era fermata ad ascoltare, si abbandona al sonno profondo. Infine, le ultime parole del cantastorie si perdono nel vento e la gente fa ritorno alle capanne, con gli occhi e le orecchie pieni di meraviglie.

Sorgerà presto il sole del nuovo giorno e al tramonto porterà con sé nuove storie da raccontare.


Ogni uomo che viaggia e vede il mondo vicino e lontano, riconosce nei suoi sensi il misterioso albero dei cantastorie. Così, noi tre amici, un fotografo, un giornalista, uno scrittore, come moderni griots del nostro istinto viaggiatore, ascoltiamo la voce del nostro “baobab” e ne cantiamo, con i nostri strumenti, le storie.

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Francesco | Pietro | Yuri